La prima reazione al positivismo è
costituita dalla corrente filosofica dello spiritualismo che
opponendosi a tutti i valori della scienza positivistica che
considera gli stati psichici come oggetti quantitativi, oppone invece
un'attenta analisi di quella che è l'interiorità dell'uomo e della sua
coscienza. L'uomo prende la sua interiorità come oggetto d'indagine
e il compito della filosofia sta proprio della descrizione e
spiegazione dei dati della coscienza.
La teoria più originale e innovativa
di Bergson è la distinzione tra tempo della scienza e tempo della
vita. Il tempo della scienza è un tempo meccanico astratto,
esteriore, è spazializzato e fatto di istanti uguali e
omogenei,invece il tempo della vita è composto da istanti
differenti, di istanti qualitativi e non quantitativi, ogni istante è
assolutamente differente da quello prima, così come da quello dopo.
In quest'ultima categoria il tempo scorre in modo continuo, fluido,
è concreto e completamente soggettivo, è un esperienza della
coscienza, è interiore e si identifica con la durata reale.
Il tempo percepito dalla coscienza
umana non coincide con quello meccanizzato che può misurare un
semplice orologio, ma lo vive come durata che vive il presente,
prolungandosi nel passato e in parte nel futuro, è conservazione
totale e creazione totale nello stesso tempo. Il tempo reale è quindi dentro ognuno di noi, e ciascuno lo percepisce e lo vive in modo differente. Bergson inoltre presuppone un dualismo
tra spirito e materia, e anche un ben preciso rapporto, distinguendo
tra memoria, ricordo e percezione. La memoria è la coscienza stessa,
quel qualcosa che registra tutto ciò che ci accade anche
inconsciamente e viene identificata con il nostro passato. Il ricordo
è la materializzazione di un evento del passato, un'immagine che
andiamo a riprendere nella nostra coscienza. Ma quell'immagine che
andiamo a ricordare viene ripescata in una piccola parte della
memoria, mentre la memoria complessiva, quella pura, resta parte del
nostro inconscio. La percezione invece è come un filtro dei dati,
qualcosa che ci permette di decidere selettivamente ciò di cui
abbiamo bisogno in base alle esigenze dell'azione.
Queste teorie sul tempo espresse da Bergson mi riportano a un lontano ricordo e una canzone, che forse in tale contesto può sembrare inappropriata ma per quanto mi riguarda vuole trasmettere un messaggio profondo, e poi quale canzone può accompagnare meglio tale argomento e può essere uno spunto di riflessione...
Time è uno dei brani più celebri dei Pink Floyd contenuto nell'album The Dark Side of the Moon, scritto nel 1973
