giovedì 25 aprile 2013

Bergson


La prima reazione al positivismo è costituita dalla corrente filosofica dello spiritualismo che opponendosi a tutti i valori della scienza positivistica che considera gli stati psichici come oggetti quantitativi, oppone invece un'attenta analisi di quella che è l'interiorità dell'uomo e della sua coscienza. L'uomo prende la sua interiorità come oggetto d'indagine e il compito della filosofia sta proprio della descrizione e spiegazione dei dati della coscienza.
La teoria più originale e innovativa di Bergson è la distinzione tra tempo della scienza e tempo della vita. Il tempo della scienza è un tempo meccanico astratto, esteriore, è spazializzato e fatto di istanti uguali e omogenei,invece il tempo della vita è composto da istanti differenti, di istanti qualitativi e non quantitativi, ogni istante è assolutamente differente da quello prima, così come da quello dopo. In quest'ultima categoria il tempo scorre in modo continuo, fluido, è concreto e completamente soggettivo, è un esperienza della coscienza, è interiore e si identifica con la durata reale.
Il tempo percepito dalla coscienza umana non coincide con quello meccanizzato che può misurare un semplice orologio, ma lo vive come durata che vive il presente, prolungandosi nel passato e in parte nel futuro, è conservazione totale e creazione totale nello stesso tempo. Il tempo reale è quindi dentro ognuno di noi, e ciascuno lo percepisce e lo vive in modo differente. Bergson inoltre presuppone un dualismo tra spirito e materia, e anche un ben preciso rapporto, distinguendo tra memoria, ricordo e percezione. La memoria è la coscienza stessa, quel qualcosa che registra tutto ciò che ci accade anche inconsciamente e viene identificata con il nostro passato. Il ricordo è la materializzazione di un evento del passato, un'immagine che andiamo a riprendere nella nostra coscienza. Ma quell'immagine che andiamo a ricordare viene ripescata in una piccola parte della memoria, mentre la memoria complessiva, quella pura, resta parte del nostro inconscio. La percezione invece è come un filtro dei dati, qualcosa che ci permette di decidere selettivamente ciò di cui abbiamo bisogno in base alle esigenze dell'azione.










Queste teorie sul tempo espresse da Bergson mi riportano a un lontano ricordo e una canzone, che forse in tale contesto può sembrare inappropriata ma per quanto mi riguarda vuole trasmettere un messaggio profondo, e poi quale canzone può accompagnare meglio tale argomento e può essere uno spunto di riflessione...





Time è uno dei brani più celebri dei Pink Floyd contenuto nell'album The Dark Side of the Moon, scritto nel 1973






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