Scuola di Francoforte
La
scuola di Francoforte si propone di elaborare sul piano filosofico
una teoria critica della società attuale, guidata da un'ideale
rivoluzionario per un'umanità futura libera e disalienata.
Costituisce una forma di pensiero negativo e proteso a smascherare le
contraddizioni della società, i suoi componenti elaborano una vera e
propria “critica alla società” e all'ideologia capitalista,
proponendo un modello utopico alternativo. La tendenza filosofica di
questa scuola è l'impostazione di un discorso dialettico
totalizzante intorno alla società, dialettico in quanto volto a
smascherarne le contraddizioni, totalizzante perchè ne mette in
discussione tutta la sua globalità. Questa scuola comprende un
gruppo di studiosi di diverse discipline. Fu fondata da Max
Horkheimer, in collaborazione con altri studiosi, tra cui Theodor
Adorno. Ma successivamente il gruppo si allargò avvalendosi di
personalità come ad esempio Marcuse, Fromm, Pollok...
Marcuse
La
polemica contro una società repressiva e la difesa dell'uomo, della
sua felicità e della sua liberazione costituiscono i principali temi
di riflessione di Herbert Marcuse. L'opera fondamentale di Marcuse
è “l'uomo a una dimensione” ( One-dimensional man. Studies in
the ideology of advanced industrial society) dove si propone di
dimostrare quanto la società industriale contemporanea tenda ad
essere “totalitaria” nella vita delle persone. Le capacità delle
società odierne sono molte di più rispetto al passato cosi anche il
dominio della società sull'individuo. Marcuse usa proprio il termine
“ totalitario” in quanto non si usa <<soltanto per
un'organizzazione politico terroristica della società, ma anche ad
una organizzazione economico-tecnica, non terroristica, che opera
mediante la manipolazione dei bisogni da parte di interessi
costituiti>>. La società odierna impone le sue esigenze
economiche e politiche controllando l'uomo e il suo tempo sia
lavorativo, che libero. Tutte le possibili dimensioni dell'uomo
vengono ridotte a due: una è quella verticale, di crescita
dell'individuo, di maturazione, di presa di coscienza critica di
quella che è realmente la società, che non ci stimola a pensare. La
seconda è quella orizzontale, di appiattimento, che fa adattare i
nostri comportamenti a quello che è il conformismo generale, che ci
porta ad adottare comportamenti e a rispettare ideali derivati dalla
società che ci circonda. L'uomo ha una mimesi: un'identificazione
immediata con la sua società, tant'è vero che <<le persone si
riconoscono nelle loro merci, trovano la loro anima nella loro
automobile, nel giradischi di alta fedeltà ..>> e non sono più
in grado di distinguere tra bisogni “veri” e quelli “falsi”.
L'uomo è veramente alienato ma la sua alienazione deriva dalla
società tecnologica, che ha portato a una sovrapproduzione di merci
per la maggior parte inutile che però devono essere vendute. Tutto
questo porta a un'industrializzazione avanzata ed eccessiva che porta
al consumismo e si è indotti a lavorare di più, per guadagnare di
più e potersi permettere di comprare cose assolutamente superflue.
L'uomo a una dimensione non ha capacità di pensiero, e inghiottito e
allo stesso tempo parte di questa enorme macchina che non gli
permette di poter pensare e decidere quali sono i suoi veri bisogni.
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